21 Ottobre 2017
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l´8 settembre, la data dell´armistizio. Una pagina nera della Storia d´Italia

08-09-2017 20:41 - diritto
Oggi è l´otto settembre. Data diventata negativa dal 1943. L´8 settembre 1943 gli anglo-americani diffusero la notizia dell´intervenuto armistizio con il governo italiano. Una delle pagine più nere della storia d´Italia. Tralasciamo in questa sede tutte le vicende relative al ventennio fascista, e partiamo, come premessa storica, direttamente all´entrata in guerra dell´Italia avvenuta il 10 giugno 1940. Senza aperta contrarietà del Re d´Italia, Vittorio Emanuele III, Mussolini decise di trascinare l´Italia nel secondo conflitto mondiale probabilmente perchè credeva in una rapida vittoria dell´alleato germanico , che avanzava in Europa di vittoria in vittoria e che aveva appena invaso la Francia , ed anche perchè temeva che una neutralità esponeva l´Italia ad una invasione , almeno nel nord dell´Italia, da parte di Hitler che già aveva parlato di territorio di lingua tedesca per la parte italiana al confine del Brennero. Dopo tre anni di guerra, le sorti del conflitto volsero contro l´asse italo-tedesco, in particolare l´invasione della Russia aveva determinato l´apertura di un nuovo fronte e la reazione russa segnò l´inizio della fine per le velleità tedesche. Nel conflitto l´Italia, pur avendo dato prova di coraggio, in numerosi episodi, mostrò grande impreparazione di mezzi oltre che di strategia militare.
Gli stessi alleati Tedeschi trattarono gli italiani ed I vertici militari in posizione subordinata e senza alcuna considerazione reale, spesso affiancando , in ogni fronte, ai comandi italiani ufficiali Tedeschi. Nel corso del 1943 la guerra appariva ormai perduta, le città italiane iniziarono a subire pesanti bombardamenti senza che gli aerie americani potessero essere contrastati in qualche modo. Il 10 luglio 1943 la Sicilia venne invasa ed il successivo 25 luglio Mussolini venne messo agli arresti , in seguito alla sfiducia votata da un organo consultivo, che non si riuniva da anni, il Gran Consiglio del fascismo.
Dopo l´arresto di Mussolini e la nomina di Pietro Badoglio a capo del governo, iniziarono le trattative più o meno segrete con gli alleati anglo-americani per un armistizio, che nella sostanza fu una vera e propria resa, senza condizioni. La stessa scelta di Pietro Badoglio come capo del governo in luogo del dimissionato Mussolini ovvero di un generale che aveva avuto un ruolo primario nel regime fascista seppure negli ultimi tempi aveva assunto un ruolo di modesta critica, doveva servire a coprire le trattative di resa agli occhi dell´alleato Tedesco, che non si fece soprendere ed all´indomani del 25 luglio mobilitò le proprie divisioni occupando militarmente l´Italia.
Insomma un vero pasticcio di quelli che vengono definiti appunto "all´italiana". Raggiunto l´accordo di resa con gli alleati il 2 settembre presso il quartier generale degli americani in Sicilia nella cittadina di Cassibile, in provincia di Siracusa, le parti convennero di mantenere segreto l´accordo e che questo potesse essere divulgato con l´ordine di cessare le ostilità da parte dell´Esercito italiano in una data successive , che non venne determinata, ma ancorata ad una nuova operazione militare alleata. Lo sbarco di Salerno che doveva servire a velocizzare la "liberazione" dell´Italia.
Il governo italiano ritenne che lo sbarco dovesse avvenire il 12 settembre e si preparò in maniera tale che tutto fosse reso noto il 12 settembre. Si trattava di prendere posizione circa la città di Roma che era sede del governo, residenza del Re e sede anche della Santa Sede, dettare direttive all´esercito che di fatto cambiava posizione nei confronti dei Tedeschi, tralasciando le ulteriori decisioni necessarie in un caso come questo.
Invece gli alleati sbarcarono a Salerno la mattina del 9 settembre ed il giorno prima annunciarono, senza aascoltare ragioni l´armistizio, prendendo in contropiede il governo italiano. Una farsa nella tragedia. Il re si dette a precipitosa fuga con l´intero governo, raggiungendo Brindisi già liberata dagli alleati. L´esercito in pratica venne disciolto senza precise direttive. Le caserme vennero aperte con un rompete le righe e senza alcun preciso ordine. Gli stessi militari diretti verso le loro famiglie , spaventati, si muovevano dalle caserme in gruppi.
Fu l´inizio della fine. Per la monarchia la fuga dell´8 settembre significò la definitiva scomparsa dello stesso istituto della monarchia. Per il resto della penisola furono mesi terribili, molto più che nella prima parte del conflitto mondiale.
Anche nella nostra piccola Sparanise, come diremo in altri scritti, quell´8 settembre determinò vittime civili e l´eccedio del 22 ottobre 1943 ha come antefatto proprio le vicende dell´8 settembre.
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