Garanzie di libertà del difensore ex . 103 c.p.p.: dalle sezioni unite l'intangibilità del ruolo dell'avvocato, ha diritto alle garanzie anche se è indagato in prima persona.

18-10-2026 18:16 -

di Luigi Piccolo*


L’articolo 103 del codice di procedura penale definisce rigide garanzie a tutela degli uffici legali durante ispezioni, perquisizioni e sequestri.

I mezzi di ricerca della prova possono essere espletati esclusivamente se l'avvocato (o chi collabora stabilmente nello studio) è imputato, nei limiti dell'accertamento del reato contestato e per la ricerca di tracce o elementi predeterminati.

Non è consentito il sequestro di carte o documenti inerenti all'oggetto della difesa, a meno che non costituiscano corpo del reato.

Per garantire la legittimità delle operazioni, la norma stabilisce presidi procedurali stringenti, posti a pena di nullità: l'autorità giudiziaria deve avvisare il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati territorialmente competente affinché il Presidente (o un delegato) possa assistere e l'attività deve essere condotta personalmente dal Giudice o, nel corso delle indagini preliminari, dal Pubblico Ministero, quest'ultimo previa autorizzazione motivata del Giudice.

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione si è trovata ad affrontare il ricorso contro un'ordinanza che confermava un decreto di perquisizione e sequestro a carico di un avvocato. Il professionista, già imputato per frode in pubbliche forniture, ricopriva anche il ruolo di legale rappresentante della società coinvolta nel contratto.

Prendendo in esame la vicenda, la sezione semplice ha rilevato una profonda spaccatura interpretativa in merito alla ratio e all'ambito di applicazione dell'art. 103 c.p.p., rimettendo la questione alle sezioni unite, con ordinanza n. sez. 344/2026.

Il primo indirizzo interpretativo trae origine da due storiche pronunce delle sezioni unite (sez. unite n. 24/1993, De Gasperini e sez. unite n. 25/1993, Grollino), poi ribadite dalla Seconda Sezione (sez. 2 n. 44892/2022, Morgantini).

Secondo questa visione, la ratio legis va individuata nella tutela generale della professione forense. Si vuole evitare che accessi incontrollati negli studi si trasformino in una caccia alle streghe volta ad acquisire atti coperti da segreto professionale legati ad altri procedimenti.

Le garanzie operano anche quando l'avvocato è egli stesso indagato.

Con l’unica precisazione che ispezioni e perquisizioni trovano il proprio limite spaziale nell'ufficio, il sequestro segue la qualità della funzione e mantiene le tutele anche al di fuori dei locali dello studio.

Si rappresenta una piena attuazione all'art. 24 della Costituzione: l'inviolabilità del diritto di difesa esige la protezione da indebite e abusive intrusioni.

L'indirizzo opposto — tracciato dalla sentenza Benini (sez. 2 n. 6766/1998) e confermato di recente dalla pronuncia Addeo (sez. 2 n. 44941/2024) — circoscrive l'operatività della norma.

Pur riconoscendo l'importanza del segreto professionale, questo approccio sostiene che l'articolo 103 c.p.p. tutela il difensore dell'imputato/indagato nello specifico procedimento in cui si rende necessario l'atto di ricerca della prova.

Se l'avvocato è sottoposto a indagini per un fatto proprio, non si applicano le garanzie speciali (come il preventivo avviso al Consiglio dell'Ordine), poiché la norma non intende accordare una tutela di status indiscriminata alla categoria professionale.

Alla luce del contrasto, è stato formulato il seguente quesito di diritto: "se le garanzie previste dall'art. 103 cod. proc. pen. per le ispezioni, le perquisizioni e i sequestri negli uffici dei difensori si applichino anche nel caso in cui il difensore sia sottoposto ad indagine, o se siano limitate al solo difensore dell'indagato o dell'imputato nel procedimento in cui sorge la necessità di procedere all'atto di ricerca della prova."

All'esito dell'udienza del 24 settembre 2026, le sezioni unite hanno accolto l'orientamento estensivo.

Viene così sancito che le garanzie ex art. 103 c.p.p. si applicano anche quando il difensore è persona sottoposta ad indagini, ponendo fine al contrasto e riaffermando l'intangibilità del ruolo difensivo e del segreto professionale.


*praticante avvocato