26 Settembre 2020
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Carenza di interesse ad agire per gli esercenti commerciali avverso ordinanza di apposizione dissuasori. Allo studio l´appello al Consiglio di Stato.

17-03-2017 18:58 - Diritto
Con sentenza in forma semplificata ai sensi dell´art. 60 del codice del processo amministrativo la VII sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania ( estensore Guglielmo Passarelli di Napoli ) ha dichiarato inammissibile il ricorso di due titolari di esercizi commerciali che avevano impugnato un ordinanza del Comune di Sparanise che apponeva dissuasori fisici della sosta abusiva lungo la strada dove avevano sede gli esercizi commerciali.

La sentenza , priva di riferimenti giurisprudenziali o di richiami a precedenti del medesimo tribunale, non ha riconosciuto l´interesse legittimo dei titolari di due esercizi commerciali all´eliminazione dei dissuasori della sosta.

In particolare , come si legge nella sentenza , i dedotti profili di interesse legittimo della perdita di prestigio degli esercizi commerciali e della tutela degli avventori rispetto all´installazione di dissuasori di sosta in contrasto con la normativa di riferimento non è stata ritenuta dal TAR Campania sufficiente a legittimare il ricorso, non ravvisando il Tribunale un effettivo ed attuale pregiudizio " che le ricorrenti subiscono per effetto del provvedimento impugnato".
Ulteriore e contraddittorio profilo di inammissibilità contenuto nella sentenza in commento è rappresentato dal fatto della mancata impugnazione dell´atto presupposto ovvero la delibera di giunta municipale che , come è noto , determina l´indirizzo politico dell´amministrazione. La contraddizione consiste nel fatto che se si ritiene mancante l´interesse legittimo, tale mancanza sussiste anche all´atto dell´impugnativa della delibera dell´organo politico. Naturalmente l´organo politico decide l´indirizzo, mentre il responsabile del servizio stabilisce la conformità alla normativa dell´espresso indirizzo politico e la stessa ordinanza riportava il diritto ad impugnare l´ordinanza innanzi al TAR.

A fronte di precisi rilievi contenuti nel ricorso per violazione di legge, vale a dire il mancato rispetto della normativa di riferimento , secondo la prospettazione delle ricorrenti , la mancanza della preventiva autorizzazione del competente ministero ( infrastrutture) e dell´eccesso di potere sotto il profilo della motivazione laddove l´atto impugnato aveva individuato un percorso pedonale utilizzando dissuasori fisici che invece , secondo il codice della strada , servono per dissuadere la sosta abusiva ( divieto di sosta mai previsto nella strada in questione) il Tribunale amministrativo opta per la inammissibilità del ricorso senza decidere se l´apposizione dei paletti è legittima o meno e se le censure proposte dalle ricorrenti sono fondate o meno.
Sulla scorta di tale decisione il principio che trae l´utente comune della giustizia amministrativa è che in materia di apposizione di strumenti invasivi di dissuasione della sosta abusiva regolata dal codice della strada mancando l´interesse legittimo al titolare di un esercizio commerciale la cui sede è interessata dall´apposizione alcun cittadino potrebbe mai impugnare un provvedimento in questa materia con la conseguenza , di fronte a censure fondate sul mancato rispetto della legge , di lasciare spazio all´arbitrio della P.A. e ancora di più all´organo politico che sovente , come nel caso in esame , rappresenta una minoranza rispetto alla totalità dal momento che nei comuni sotto i 15.000,00 abitanti anche un terzo dell´elettorato può determinare la scelta di un´ amministrazione ( come accaduto nel Comune di Sparanise).
Normalmente non è costume dello studio legale Piccolo commentare le sentenze oggetto della propria attività professionale ad eccezione di commenti esegetici, ma il caso in esame ha determinato una euforia da parte delle controparti (in primis il giovane Sindaco) che appare opportuno ricondurre al merito della vicenda senza trascurare che il ricorso all´Autorità Giudiziaria non rappresenta una partita di volley dove si perde o si vince , piuttosto l´estrema ratio alla quale ricorrere per tutelare dei diritti che riguardano singoli individui facenti parte della medesima comunità.
In ogni caso l´avvocato Piccolo, patrocinate innanzi alle magistrature superiori, fa sapere di essersi consultato con i propri assistiti e di essere , per ulteriore scrupolo professionale , impegnato nel verificare sotto il profilo giurisprudenziale la possibilità di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato soprattutto in relazione alla sussistenza dell´interesse legittimo in capo ad uno o più titolare di un esercizio commerciale che vedono apporre dei dissuasori fisici davanti alla sede della loro attività, invocando seri vizi di legittimità circa la possibilità di installare tali invasivi strumenti.

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