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Da Sparanise in bicicletta a Sparanise in transenna. Quando le parole prendono forma.

05-10-2016 19:06 - Cronaca
La nuova amministrazione comunale volle iniziare la propria avventura in Municipio presentandosi per l´insediamento in bicicletta, con tanto di fischietti alla bocca. Avendo ancora in uso, il sindaco , uno spazio pubblicitario di quelli 6 x 3 occupato da svariati mesi, pensò bene di realizzare un manifesto , simile a quelli elettoriali, che immortalava i ragazzi in bicicletta avvicinarsi alla stanza del potere.
Durante l´ultima campagna elettorale noi stessi avevamo affettusamente coniato la simpatica immagine dei ragazzi in bicicletta. Si trattava di un immagine realizzata mediante specifiche regole oratorie figlie della cultura classica ed espressione di uno stile personale di effettuare comizi elettorali. Uno stile poco spendibile attraverso i social network seppure abbiamo in mente diversi accorgimenti per rendere fruibile attraverso le piattaforme social i prossimi comizi.
Presto o tardi arriverà sicuramente il tempo di pronunciarne ancora.
Tuttavia ogni oratore desidera vedere impersonificata la figura, a volte anche metaforica, che crea con le parole in un comizio. In genere l´applauso del pubblico o il livello di riempimento della piazza è già un modo per apprezzare l´efficacia di un discorso, di una orazione pubblica. Vedere cristallizzata effettivamente in una fotografia l´idea oratoria proposta è senza dubbio una forma di riconoscimento della bontà della figura retorica creata.
Quando abbiamo visto il manifesto 6 x 3 con la stampa della fotografia dei ragazzi in bicicletta che evidentemente riprendeva l´immagine oratoria dei nostri comizi, ci siamo rallegrati. Effettivamente avevamo pensato a quel tipo di immagine quando abbiamo proposto alla piazza la figura retorica ( nel senso letterale dell´arte del sapere parlare) dei ragazzi in bicicletta. Il manifesto era, dunque, la realizzazione di una nostra idea, pensata per dare l´immagine agli elettori di un gruppo di ragazzi, a prescindere dall´effettiva età anagrafica, che poneva delle questioni politiche sintetizzabili nell´uso della bicicletta. Incentivo all´uso della bicicletta elevato a punto programmatico anche illustrato mediante video-elettorali ottimamente realizzati e diffusi sui social network e poi trasmessi nei comizi in piazza sul maxi-schermo.
Avevamo compreso che si trattava di un semplice invito all´uso della bicicletta piuttosto che di un vero ed articolato progetto amministrativo di realizzazione di piste ciclabili o anche di incentivi , economicamente rilevanti magari usando la leva dei tributi locali , all´acquisto di biciclette per i residenti.
Dopo l´uso della bicicletta, di fatto a beneficio del fotografo, per il primo giorno di insediamento al Municipio, i nostri ragazzi non hanno più usato la bicicletta, secondo alcuni detrattori , neppure tutti la posseggono e per quella occasione avevano ottenuto in prestito il mezzo meccanico a due ruote. Si sa la politica è fatta così e magari invece i ragazzi hanno tutti più di una bicicletta, qualcuno da corsa, qualcuna con ruote larghe come si portano adesso o invece magari elettrificate.

Il punto adesso in materia di immagini retoriche partorite dalla fantasia di un oratore di piazza o, al limite e con maggiore efficacia, di un oratore di aule giudiziarie appare essere un altro.

Pensare a grandi cambiamenti, a sconvolgimenti politici o amministrativi , senza sapere, in concreto, o anche sotto il profilo della effettiva possibilità di realizzazione di progetti amministrativi proposti, può portare a disastri.
Si abbiamo proprio pensato a questa parola : disastro. Pensando alla parola disastro ed invitando la nostra consueta dozzina di lettori ad esercitarsi in questo nuovo esercizio retorico magari chiudendo gli occhi e pensando ad un disastro, siamo sicuri che l´immagine che si mette a fuoco , principalmente, con gli occhi della mente è quella delle macerie del recente terremoto con case crollate , transenne e nastro perimetrale oltre ad indicazioni di pericolo e gente che si aggira tra le macerie con il casco giallo che serve per proteggersi dalla caduta di calcinacci.
Nell´ultimo periodo girando per le vie del centro storico del nostro paese abbiamo iniziato a vedere transenne e nastri di pericolo nelle principali strade.
Il corso principale come la via che porta alla stazione ferroviaria hanno visto spuntare transenne e nastri perimetrali.
Transenne che indicano il pericolo di caduta di calcinacci da palazzine poste al centro del paese.
Percorrendo il corso , verso la piazza poi, vediamo nastro perimetrale per pali della luce che emettono scariche di corrente , una di queste ha colpito un passante.
Vediamo materializzarsi la figura retorica che avevamo pensato quando dicevamo che l´amministrazione di un paese come il nostro necessita di competenze e professionalità e non può essere lasciata all´improvvisazione o peggio ancora all´entusiasmo puro e semplice. Non è la stessa cosa della figura e del successivo manifesto dei ragazzi in bicicletta? Proprio quella foto, facilmente rinvenibile in rete, spiega bene il significato ulteriore di queste nostre parole retoriche. Proprio all´altezza di dove è stata scattata la foto con i ragazzi in bicicletta se ci va oggi il fotografo scatta immagini con palazzi transennati per pericolo di caduta calcinacci (la fotografia può essere vista qui). Prima di giugno le transenne non erano presenti. Da Sparanise in bicicletta a Sparanise in transenna.
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Fonte: Da Sparanise in bicicletta a Sparanise in transenna. Quando le parole prendono forma.

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