12 Luglio 2020
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Falsi incidenti per truffare assicurazioni
Duecento indagati e trentasei arrestati
In manette anche medici e avvocati

11-07-2012 12:13 - Cronaca
Un´ordinanza emessa dal gip Antonio Baldassarre del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 42 persone. è stata eseguitoa questa mattina dai carabinieri di Caserta. Le misure cautelari sono relative a reati che vanno dall´associazione per delinquere finalizzata alla truffa, alla corruzione, alla falsità in atto pubblico e ad altri reati contro la pubblica amministrazione.
Destinatari, medici e avvocati, ma anche procacciatori di false certificazioni. Le indagini hanno mostrato che alcuni avvocati, in accordo con personale sanitario, appoggiandosi a un noto centro radiologico di Casagiove, nel casertano, confezionavano false pratiche di incidenti stradali, mai avvenuti o avvenuti in maniera del tutto diversa da quanto certificato, per poi chiedere il risarcimento alle compagnie assicurative

I militari dell´Arma hanno documentato come il sistema illecito messo in piedi era in grado di affrontare qualsiasi tentativo di resistenza al pagamento dei danni da parte delle compagnie. Persino giudici di pace erano complici dei legali. L´inchiesta ha preso in esame oltre 300 sinistri e risultano indagate 200 persone tra cui 21 medici (di cui 13 colpiti da provvedimento cautelare), 9 avvocati e due cancellieri dell´ufficio di un giudice di pace.

I dati dei sinistri stradali al momento disponibili confermano il triste primato di Terra di Lavoro nel "settore" delle truffe alle assicurazioni .

Nel 2010 sono stati rilevati 69.763 sinistri fraudolenti nel settore dell´Rc auto: si tratta, secondo l´Ania (l´Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), del 2,3% di tutti quelli accaduti e denunciati nell´anno stesso (nel 2009 ne erano stati accertati 81.040, pari al 2,55% del totale). Nel 2009, si legge nella relazione dell´Ania, si era registrato un incremento mentre nel 2010 il fenomeno ha invece mostrato un´inversione di tendenza in tutte le aree geografiche.
La Campania è la regione che presenta l´incidenza di tali sinistri più elevata d´Italia (pari a 9,58%), pur in miglioramento rispetto all´anno precedente (era 9,96% nel 2009). In particolare Caserta e Napoli rimangono le città in cui il fenomeno è più grave (l´incidenza e´ pari rispettivamente al 12,38% e al 10,91%). Anche in Puglia il fenomeno si è ridotto lievemente (da 6,27% a 5,93%). L´Italia settentrionale, anche nel 2010, è la zona del Paese dove si registrano meno sinistri connessi con episodi fraudolenti: l´incidenza dei sinistri con frode è stata pari a 0,84% (era 0,93% nel 2009). Dunque la provincia di Caserta resta maglia nera anche in questo settore, come se non bastassero i primati raggiunti nel campo della criminalità organizzate ed anzi spetto tra le due cose vi è una stretta correlazione, come hanno svelato recenti indagini della DDA napoletana.

Duro il commento dell´Avv. Salvatore Piccolo, proprietario di questo sito. "Ancora una volta la magistratura della Procura di Santa Maria Capua Vetere, composta da ottimi magistrati, ha portato a termine un´operazione investigativa contro la grave piaga delle truffe alle assicurazioni". Un odioso reato che porta il nostro territorio ad essere considerato dalle compagnie nazionali di assicurazione come inaffidabile con conseguente altissimo livello delle tariffe per i residenti in Provincia di Caserta. In altre parole per pochi delinquenti che si organizzano per truffare le assicurazioni, pagano i residenti. Nel territorio dominato sotto il profilo criminale dal potente clan dei casalesi il reato della truffa alle assicurazioni porta a contiguità criminali che possono anche creare sinergie pericolosissime. Gli autori di questi reati, spesso colletti bianchi, accumulano grandi patrimoni e non è raro verificare grandi disponibilità di danaro, naturalmente che sfuggono al fisco, utilizzate in altri settori.

A volte anche nella politica locale i capitali illeciti accumulati nelle truffe sono utilizzati per campagne elettorali senza risparmio.

" Spiace vedere che frequente vengono coinvolti- ha concluso Piccolo - anche colleghi avvocati oppure medici, dovrebbero comprendere meglio degli altri l´odiosità del reato che commettono ed il danno che creano ai cittadini onesti costretti a pagare immense fortune per avere un tagliando di assicurazione. Naturalmente anche in questo caso occorre sottolineare che siamo solo all´inizio del procedimento penale e che esigenze di garanzia impongono di ricordare alla nostra dozzina di lettori che parliamo di soggetti che ancora devono essere giudicati colpevoli. "


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