25 Settembre 2020
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Si è dimesso l´assessore all´urbanistica del Comune di Sparanise. Amministrazione comunale sempre più traballante.

15-11-2013 12:42 - Cronaca
Si è dimesso dall´incarico di assessore all´Urbanistica l´ing. Pasquale Ranucci. La notizia diffusa qualche giorno fa ha trovato conferma ufficiale dal diretto interessato.

Non sono note le cause che hanno portato l´ingegnere alle dimissioni. Quello che è noto è che mancano ormai pochi mesi al rinnovo del consiglio comunale, e proprio presso l´ufficio tecnico nel settore urbanistica è attesa un importante nomina. L´attuale responsabile del servizio, un ingegnere esterno il dr. Ferdinando Materazzo da Caserta, ha il contratto in scadenza e l´Ente deve procedere al rinnovo. Due anni fa quando venne individuato il nominativo dell´ingegnere esterno da porre al vertice del settore urbanistica il sindaco pretese che la nomina avvenisse non sulla base di un pubblico concorso, ma su designazione fiduciaria del medesimo sindaco che semplicemente raccolse , sulla base di una nota affissa all´albo pretorio, alcuni curricula di professionisti interessati per poi arrogarsi la scelta di individuare quello preferito, senza alcuna gara, ma solo per benevolenza. Il sindaco evidentemente riteneva di essere esperto della materia al punto da potere selezionare senza alcun criterio il tecnico. D´altra parte è noto che il primo cittadino ha un unico fratello parimenti ingegnere, anzi un brillante ed esperto ingegnere, che si occupa esclusivamente di edilizia pubblica. Diversi sono gli incarichi che il fratello del sindaco ha raccolto in molti comuni della provincia di Caserta ed anche a Sparanise il consaguineo del sindaco , in passato, ha avuto diversi incarichi, ma di questo parleremo più approfonditamente nell´ormai prossima campagna elettorale.

Per parlare dell´argomento del giorno ovvero alle dimissioni dell´altro ingegnere, Pasquale Ranucci, dalla carica di assessore occorre chiarire che certamente le sue dimissioni non sono in correlazione con la prossima nomina presso l´ufficio tecnico. Quando si trattò di nominare l´ingegnere Ferdinando Materazzo , infatti, Pasquale Ranucci partecipò alla relativa delibera di giunta municipale per ratificare la scelta fiduciaria del sindaco e votò a favore, l´unico componente di giunta che non votò a favore di quella decisione fiduciaria fu infatti il solo Avv. Salvatore Piccolo, che all´epoca era assessore ai lavori pubblici, che di li a poco sarebbe stato sostituito in giunta ed avrebbe intrapreso la strada dell´opposizione.

Sappiamo anche che entro fine anno il Comune di Sparanise deve proporre il piano urbanistico comunale (PUC) pena il commissariamento e la decadenza di ogni vincolo rispetto all´attuale piano regolatore che è del 2003. Si tratta di un atto che certamente rientra nelle competenze dell´assessorato all´urbanistica, ma è anche un piano che è oggetto di importanti attenzioni. E´ noto che mutare la destinazione di un terreno per farlo diventare edificatorio comporta importanti e notevoli guadagni economici per i proprietari dei terreni.
. Tuttavia siamo certi che questi fatti poco sono connessi alle dimissioni di Ranucci.

Perché quindi Ranucci si è dimesso? Non sappiamo rispondere a questo interrogativo, certamente avrà avuto le sue buone ragioni che prima o poi comunicherà alla cittadinanza o quanto meno ai suoi circa 140 elettori, sicuramente più interessati di noi a comprendere le ragioni della decisione. Noi avevamo avvertito per tempo la maggioranza che regge l´attuale amministrazione che pochi elementi avevano scelto di intraprendere un percorso diverso e distante rispetto a quello stabilito con il programma elettorale. In particolare avevamo avvertito un´attenzione verso interessi particolari, a volte anche minimi, e verso l´esercizio del potere che mal si conciliava con l´esigenza di cambiamento e di buona amministrazione domandata dalla cittadinanza. Da tempo e coerentemente abbiamo abbandonato la maggioranza certi che primo o poi questa maggioranza sarebbe andata incontro ad un sicuro insuccesso politico ed amministrativo. I fatti ed il tempo, galantuomo per definizione, ci stanno dando ragione.

Ormai, come appare chiaro a tutti, l´attuale amministrazione vive davvero una situazione di precarietà: si regge solamente per un voto. Tanto è precaria l´amministrazione che quando è convocato il consiglio comunale, molto raramente per altro, è difficile raggiungere il numero legale in prima convocazione. Si tratta insomma di un inesorabile tramonto di quelle poche persone che avevano pattuito altri rapporti politici, tutti disattesi e che adesso restano aggrappati alla piccola poltroncina di assessore che pure garantisce una discreta indennità, non disprezzabile in tempo di crisi.Per carità l´indennità assessoriale non sarà paragonabile all´indennità del sindaco che ottiene , a differenza degli assessori, anche il pagamento dei contributi previdenziali, ma si tratta sempre di una bella sommetta mensile. Dalle nostri parti si dice che il mese va e viene come sanno bene i tanti concittadini ridotti alla povertà e costretti a chiedere il pacco per i bisognosi, ma questi sono problemi che l´opposizione evidenzia in maniera strumentale o demagogica come amano ripetere in forma stereotipata gli amministratori comunali nei frequenti comunicati stampa.

Probabilmente tra mal di pancia e sofferenze varie tireranno a campare ancora per qualche mese sino alle imminenti elezioni, ma saranno mesi terribili per i cittadini. Male amministrati ormai da diverso tempo dovranno subire anche l´operato di un´amministrazione ormai traballante incapace di proporre soluzioni ai tanti e gravi problemi che attanagliano il paese e preoccupata soltanto di affrontare le prossime elezioni.

Pensare di perdere lo stipendio di amministratore, crediamo forse a torto, deve essere un incubo da allontanare in ogni modo. Certamente l´attuale compagine amministrativa, ridotta all´essenziale per numeri, assomiglia sempre di più a quella lista elettorale che nel 2000 si presentò alle elezioni con l´attuale sindaco candidato a quella carica e che raccolse poco più di seicento voti arrivando ultima. Le persone sono le stesse ed anche il risultato elettorale non potrà che essere simile. Resta il rammarico che nel 2009 la coalizione elettorale che era diversamente composta aveva ottenuto la fiducia degli elettori su di un programma elettorale, ambizioso e possibile, radicalmente disatteso strappando accordi politici che pure potevano e dovevano portare un cambiamento per il nostro paese.

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