26 Settembre 2020
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Zinzi si dimette. Piccolo:"solidarietà per Zinzi, ma con questo PDL casertano è difficile allearsi."

20-05-2010 - Cronaca
"Ho deciso di rassegnare le dimissioni per dare un segnale forte alle forze politiche e per far capire loro che intendo portare avanti tutto quanto ritengo necessario al fine di garantire a questo territorio un Governo di grande qualità, cosa richiesta a gran voce dai nostri tantissimi elettori". "Sono trascorsi oltre 50 giorni dalle elezioni, abbiamo atteso anche la formazione della Giunta Regionale, pensando che questo passaggio potesse favorire un accordo a livello provinciale. Questa terra non può più aspettare, ha bisogno di essere governata in maniera seria ed autorevole". Con queste parole l´On.le Domenico Zinzi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Presidente della Provincia di Caserta, carica che il Presidente aveva ottenuto con un plebiscitario risultato elettorale senza precedenti. Immediate sono arrivate le attestazioni di solidarietà e di stima dell´Avv. Salvatore Piccolo, assessore ai lavori pubblici del Comune di Sparanise, già candidato alla carica di consigliere con la lista "Vento di Centro -Zinzi Presidente" ispirata proprio dal leader di Marcianise. " L´On.le Domenico Zinzi sta dimostrando di essere un grande politico, un vero leader per la nostra Terra di Lavoro , e, se gli sarà consentito, sarà un presidente vero come annunciato in campagna elettorale. - ha dichiarato Salvatore Piccolo". "Sono molto vicino al Presidente ed esprimo massima solidarietà per un gesto, quello delle dimissioni, resosi necessario dall´atteggiamento di un partito, il PDL, irriguardoso del responso plebiscitario delle urne e che costringe al paradosso di un Presidente eletto con una maggioranza schiacciante costretto a dimettersi per delle beghe di partito. Sono comunque convinto che il Presidente Zinzi, forte del grande consenso elettorale ottenuto, saprà imporre la sua linea politica che significa dare alla Provincia un governo autorevole e competente, e possa ritirare le dimissioni in tempo utile a scongiurare nuove elezioni. Se nuovamente le forze ostili della destra delle poltrone dovessero manifestare la loro contrarietà, allora consiglio al Presidente di rompere gli indugi e presentarsi al corpo elettorale senza il PDL, ma con la forza delle idee e delle persone che tanto affetto e simpatia hanno espresso solo qualche mese fa.".
Occorre anche osservare che le odierne vicende mettono a nudo i limiti di una politica, perseguita da oscuri dirigenti di partito spesso invisi agli elettori e mai dal leader Zinzi, di alleanze in provincia di Caserta con un partito, il PDL, dominato da un gruppo dirigente che certamente non brilla per iniziativa politica e che anzi è di frequente oggetto di dure critiche anche per le vicende giudiziarie del principale esponente, il sottosegretario all´economia Cosentino, di cui la magistratura aveva chiesto l´arresto con una ordinanza convalidata anche dalla Cassazione.
Chi soprattutto in casa UDC, di frequente non seguendo la linea dell´On.le Zinzi, non ha compreso che proprio nel PDL casertano albergano le forze più oscure e nemiche dello sviluppo della Terra di Lavoro, oggi esce pesantemente sconfitto, dovendo constatare che queste forze politicamente negative sono capaci di capovolgere un risultato elettorale grandioso per la bramosia di poltrone da affidare a loro fedeli servitori, magari privi delle competenze necessarie per intraprendere una politica di rilancio della nostra Provincia. Appare evidente che da oggi la linea politica dei moderati di centro non può essere più la stessa ovvero mero servilismo della tradizione democratico cristiana alle potenti lobby berlusconiane casertane. I moderati della Provincia di Caserta rivendicano il ruolo di protagonisti della politica in Provincia ed in ciascun Comune e non possono essere sottomessi al ruolo di servizio del PDL che, a Caserta, ha il principale torto di non aver compiuto il necessario percorso di moralizzazione delle classi dirigenti in un territorio dove la criminalità organizzata domina militarmente ed è di grave impaccio per lo sviluppo.
La nuova classe dirigente che si sta formando sotto la guida di Zinzi sente il bisogno di prendere le distanze nelle scelte politiche da queste persone e dalle loro consorterie espungendo dal centro politico quanti dovessero ancora essere, come sono stati in passato, strumentali alla vecchia politica di subalternità ai notabilati locali del PDL, dividendo l´elettorato moderato ed avvantaggiando le altre forze politiche.


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