10 Giugno 2023
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Napoli vince il terzo scudetto, questa volta la città è pronta per competere con le città del Nord.

05-05-2023 21:49 - Cronaca
É successo davvero! La squadra di calcio di Napoli ha vinto lo scudetto. Non succedeva da 33 anni. In passato era già accaduto nel 1987 e nel 1990 ed era successo perché la società dell'epoca aveva acquistato il più forte calciatore del mondo, Diego Armando Maradona. Un grandissimo calciatore, ma che aveva gravi problemi legati all'uso di sostanze stupefacenti e forse anche per questo aveva accettato l'ingaggio del Napoli calcio, all'epoca certamente una squadra poco appetibile per i grandi calciatori. Diego Maradona riuscì nell'impreso di portare il titolo di Campione d'Italia a Napoli per la prima volta e la città lo elesse come una divinità pagana capace di realizzare miracoli non solo sportivi. Un Dio del calcio particolarmente venerato dal popolo che proprio nei quartieri spagnoli aveva voluto osannare la divinità con un murales, un disegno che copriva l'intera facciata di una palazzina all'altezza di uno slargo di ingresso al quartiere. Un disegno popolare quasi nascosto nel ventre della città ad uso e consumo di chi lo aveva realizzato. Una città, quella della fine degli anni 80, completamente diversa. Soffocata dalla morsa della criminalità organizzata che si divideva il territorio militarmente tra gli affiliati alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo ed il cartello della nuova famiglia che contrastava il carismatico capo camorra in una guerra con migliaia di morti e con lo Stato che guardava impotente. I Quartieri spagnoli non erano frequentati da persone diverse rispetto ai residenti perché regno incontrastato della camorra. I turisti in città erano pochi avventurieri che rischiavano rapine e violenze. La città soffriva e non si vedeva all'orizzonte alcuna possibilità di invertire la rotta. Gli scudetti di Maradona furono l'inizio del riscatto. Le imprese sportive di quella squadra ebbero il merito di contribuire a creare maggiore consapevolezza nei mezzi e nella possibilità della città. Non si trattava di vicende che riguardavano solo la città di Napoli, ma l'intero territorio napoletano quantomeno della Campania e delle zone adiacenti perché Napoli è la sintesi di un territorio esteso che soffre e gioisce delle stesse emozioni. La Napoli che oggi festeggia il terzo scudetto è completamente diversa. Una città moderna e molto bella. Ha stazioni con treni veloci ed un porto cittadino bene attrezzato, strade, superstrade ed autostrade in grado di collegare la Campania con il resto dell'Italia in poco tempo, una linea metropolitana con stazioni che sono tra le più belle d'Europa. Ha nel turismo la prima industria, mentre le vecchie fabbriche siderurgiche a ridosso del centro cittadino sono state smantellate, a breve, faranno posto a nuove opere a favore della vocazione turistica. Gli stessi quartieri spagnoli ed il vecchio murales di Diego Maradona sono oggi divenuti luogo di pellegrinaggio per tifosi, anche vip, e turisti di tutto il mondo. Oggi proprio i quartieri popolari, un tempo inaccessibili, regno incontrastato della criminalità organizzata che vendeva sigarette di contrabbando piuttosto che droghe leggere in ogni angolo, sono una delle principali attrazioni di un turismo internazionale che sta trascinando l'intero settore nazionale. La criminalità organizzata è sul punto della definitiva capitolazione e resiste solo grazie a sciagurati colletti bianchi sempre più braccati dalla magistratura e dalle forze dell'ordine. Lo scudetto di questo 2023 ha dunque un altro significato. Non è più il miracolo di un Dio, ma il risultato di una programmazione seria e meticolosa di una società che è partita dalle serie minori, a causa del fallimento della precedente società, ed oggi è tra le migliori società sportive d'Europa. I primi scudetti del Napoli di Maradona portarono in dote la consapevolezza che anche a queste latitudini si poteva vincere, questo di oggi porta una nuova e diversa ricchezza. La consapevolezza che Napoli e la Campania possono oggi reggere, senza troppe diversità, la concorrenza delle principali città del Nord. Può davvero questo risultato sportivo essere il volano per una definitiva presa di coscienza dei mezzi e delle risorse di Napoli e della Campania. Probabilmente quello che manca, rispetto al passato ed in particolare rispetto alla Campania dei primi due scudetti, è una classe dirigente importante capace di far valere le ragioni del mezzogiorno soprattutto nell'utilizzo delle risorse che provengono sempre di più dall'Europa e spesso sono dirottate verso il Nord del paese ritenuto più sviluppato. All'epoca dei primi scudetti la classe dirigente meridionale era riuscita a prevalere a livello nazionale e quelle vittorie sportive riuscirono a far scattare la scintilla per l'inizio del riscatto. Un predominio politico dei napoletani che ebbe come conseguenza la nascita di un partito politico con chiare rivendicazioni politiche contrarie rivolte tutte per il Nord, una sorta di reazione ad un predominio politico. Speriamo che questo successo, che certamente non rimarrà isolato sotto il profilo sportivo, possa contribuire a creare una nuova generazione di politici campani che siano in grado di guidare un nuovo rinascimento napoletano nella consapevolezza che questa volta, rispetto al passato, il divario da colmare non è più quello enorme dell'inizio degli anni 90, oggi Napoli è già in grado di competere a livello nazionale come una città guida per cultura, bellezze artistiche e naturali e modello di sviluppo turistico per l'intero territorio.

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