12 Agosto 2020
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La questione morale del decadimento della politica.

05-10-2012 13:43 - Cronaca
E´ espolsa, a livello nazionale, la questione morale per quanto riguarda la politica ed i personaggi che la frequentano. Emerge, giorno dopo giorno, uno scenario di indebite appropriazioni di soldi pubblici, un utilizzo disinvolto delle cariche pubbliche per il solo arricchimento personale. Il tutto con l´evidenza dell´arroganza dei protagonisti di questi comportamenti che pretendono anche di spiegare, di sapere o addirittura di essere considerati competenti. Le cronache hanno rivelato che assurdi privilegi consentono a politici neppure di livello nazionale di arraffare danaro pubblico, messo a disposizione da specifici provvedimenti, per interessi personali. Con l´ipotesi di peculato un soggetto che aveva prima girato tutte le trasmissioni televisive è infine finito in prigione. Le due cose potrebbero anche essere correlate dal momento che il reato di peculato pur essendo previsto e punito, tuttavia nel sistema penale non è certamente un reato di gravità tale da consentire una lunga detenzione in previsione di una pena massima infliggibile, all´esito del giudizio, entro i due anni di reclusione e quindi con la pena sospesa. Come a dire probabilmente questo personaggio se avesse avuto un profilo basso, magari evitando di comparire in TV, probabilmente non avrebbe per nulla varcato le porte di un carcere.

La vicenda segue altre che hanno riguardato a vario titolo diversi altri esponenti politici che si erano appropriati di soldi pubblici trasformati in finanziamenti ai partiti oppure direttamente al gruppo politico di appartenenza. Anche di fronte ad appropriazioni di svariate decine di milioni di euro l´accusato, pur sempre presunto innocente sino a sentenza passata in giudicato è bene ricordarlo (soprattutto dalle pagine di un sito di un avvocato), ha potuto beneficiare dopo qualche mese di carcere del regime detentivo degli arresti domiciliari ( nella specie un convento di francescani , forse in applicazione di una sorta di legge del contrappasso di dantesca memoria: vivere con chi ha scelto di non avere nulla e di indossare solo un saio).

Anche un partito di moralisti puri, un po´ fieri della rozzezza dei propri leader, particolarmente radicato nelle ricche regioni del nord, un tempo principale accusatore dei politici corrotti, ha dovuto fronteggiare una pesante questione morale. Fondi pubblici versati al partito come rimborsi elettorali impegnati in investimenti in Tanzania o in lingotti d´oro, mentre il tesoriere del partito pagava i conti delle spese della famiglia del leader.

Non è la prima volta che il paese è attraversato dalla questione morale in relazione alle condotte dei protagonisti della vita politica. All´inizio degli anni 90 qualcuno tentò di cavalcare la vicenda agitando lo spettro delle manette ed abbattendo un´intera classe politica, che pure qualche responsabilità morale ed anche residualmente giuridica, circa le singole condotte nell´esercizio di cariche pubbliche, aveva.

Dopo circa vent´anni l´amara considerazione è che nulla è cambiato. Anzi, la situazione è drasticamente peggiorata. Le vicende odierne sono nettamente diverse rispetto a quelle del passato. Un esempio forse è utile ricordarlo. Severino Citaristi, segretario amministrativo, della Democrazia Cristiano, nella stagione di "mani pulite" riportò una lunga serie di condanne per i reati di finanziamento illecito ai partiti ed in qualche caso per concorso in corruzione. Non fece mai un giorno di carcere (beneficiando degli arresti domiciliari) e sostanzialmente nessuno ha mai potuto affermare che egli si fosse mai appropriato di una sola lira (all´epoca moneta avente corso legale) dell´enorme flusso di danaro che era passato tra le sue mani per finanziare in costi della politica.

All´epoca non era ritenuto eticamente e moralmente corretto ammettere a finanziamento pubblico i partiti politici. Un referendum abolì il finanziamento pubblico ai partiti e la politica, in questo gravemente colpevole, finse di andare avanti con i soldi degli iscritti e delle tessere oppure con le somme raccolte vendendo salamelle durante le feste di partito.
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Oggi la situazione è molto diversa. A tutti i livelli dai consigli regionali ai consiglio comunali assistiamo a continui privilegi e favori nei confronti di una vera e propria casta che ormai arriva a contare un esercito di 500.000 persone (dati ISTAT) che campano grazie alle succose indennità ottentute ricoprendo le cariche di sindaco, assessore, consigliere provinciale o regionale, presidente etc. Questa pletora di soggetti, che fanno della politica seppure esercitata a livello locale la loro prima attività, oggi non si accontenta solo delle indennità già rilevanti, basti pensare che un consigliere regionale arriva a guadagnare circa 10.000 euro netti al mese, un sindaco di un medio Comune (come Sparanise) circa 3.000 al mese, ma pretende altri ed ulteriori privilegi. E pretende di usufruire di questi privilegi in maniera lecita. Favoriti da una legislazione che consente di distribuire contributi, rimborsi elettorali, ed altre prebende semplicemente a richiesta.

Si va dai pranzi luculliani pagati con i soldi pubblici, all´acquisto di immobili direttamente con fondi destinati al partito. Partiti che sono sempre più vuoti contenitori : privi di idee, ma carichi di risorse economiche reperite dai fondi pubblici. Oggi più che mai quando questi partiti celebrano i loro congressi si scopre che qualcuno ha tesserato centinaia di persone pagando direttamente le tessere per migliaia di euro. Si investe per un ritorno economico futuro.

Anche in un piccolo comune la succosa indennità di sindaco non basta più, si devono aggiungere , a carico del Comune, anche i contributi, in misura forfettaria, per la pensione professionale.
Nonostante la percezione di una importante indennità, con la evidente possibilità di esercitare una professione privata che già prevede la possibilità di porre a carico dei clienti una percentuale dei contributi professionali, è davvero necessario usare le casse comunali per pagarsi i contributi professionali, seppure in misura forfettaria?

Sovente si risponde a questa domanda affermando che è lecito ovvero che è previsto dalla legge e che altri professionisti in passato si sono avvalsi del privilegio. In fondo anche l´ormai arcinoto "er batman" continuava a ripetere in tutte le trasmissioni televisive dove era invitato che i soldi venivano dati a lui da una legge regionale che consetiva rimborsi senza giustificativi di spesa. Per parte nostra , tuttavia, non è la liceità della spesa pubblica che è in discussione.

La questione morale di oggi non è tanto la legittimità giuridica di utilizzo di fondi pubblici. Per le vicende di cronaca ( per esempio per le questioni che riguardano il consiglio regionale del Lazio) la magistratura ipotizza il reato di peculato ovvero quel delitto commesso dal pubblico ufficiale che in ragione del suo ufficio, avendo la disponibilità di danaro (o di altra utilità) se ne appropria. Significa che rispetto al passato dove il reato principale era la corruzione, la provvista economica è entrata nella disponibilità del politico in maniera lecita, ma l´uso del danaro viene distratto per fini personali. Piuttosto la questione riguarda dal punto di vista etico la compatibilità morale dell´utilizzo di tanto denaro pubblico, anche a livello locale, quando il paese è attraversato da una pesante e forte crisi economica.

A questo si aggiunge il desolante spettacolo che la politica , soprattutto a livello locale , riesce a dare di se.
Furbi e furbastri diventano protagonisti di una personale corte dove esiste un monarca e tanti servi e servitori che per vivere e per racimolare a volte neppure molto danaro si lanciano in servizi di vario genere
Il potente di turno attorniato dalla propria corte dei miracoli si sente autorizzato a moltiplicare le mirabolanti promesse in una spirale di menzogne e di bugie che non ha fine.
Guai a mettersi di traverso, a ricordare che la politica e spirito di servizio
Si viene tacciati di ogni nefandezza, soprattutto da parte della corte dei miracoli impegnata a servire il piccolo potente e prepotente di turno.

Nei gironi più bassi della politica si assiste poi anche al trionfo dell´ignoranza. Sovente persone di scarsa o inesistente cultura vengono ad assumere un posto di rilievo che invece necessiterebbe di grande preparazione.
Nascosti dietro il paravento della poltrona e del potere, aiutati dai servizi offerti dalla corte dei miracoli che è interessata a mantenere in piedi il politico per continuare a campare a scrocco, questi signori credono di potere fare tutto e di godere dell´impunità. Prendono a destra e danno a sinistra. Questo a te e questo a me. Dimenticando che la cosa pubblica va amministrata nell´interesse comune e non di quello particolare.

Ma fino a quando durerà tutto questo?


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