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Roghi, impianti a rischio e politica silente. L'Agro Caleno torna a tremare

25-07-2026 10:29 - Cronaca
Coloro che pensavano di trascorrere un'estate tranquilla nell'Agro Caleno sotto il profilo della sicurezza ambientale si sbagliavano. Le lotte del movimento "Basta Impianti", purtroppo, non sono bastate. Vanno subito riprese!

Ieri sera, nella zona adiacente alla centrale termoelettrica e a ridosso dell'area ASI, un incendio divampato nell'azienda di gestione rifiuti GRAMAR ha mostrato che l'emergenza è all'ordine del giorno e che il suo epicentro resta Sparanise.

L'impianto in cui si sono sviluppate le fiamme è autorizzato allo stoccaggio anche di rifiuti pericolosi (tra cui l'amianto). La cittadinanza sparanisana, insieme a tutto il territorio caleno, è fortemente preoccupata: gli effetti diretti del rogo sono nocivi di per sé, ma ad essi si aggiunge il timore che — come già accaduto lo scorso anno — questo primo incendio di fine luglio sia solo il preludio ad altri disastri ambientali.

Da parte nostra, chiediamo di conoscere immediatamente i dati dell'ARPAC relativi alle sostanze immesse nell'atmosfera.

Chiediamo inoltre che l'amministrazione comunale adotti subito i procedimenti sanzionatori previsti dalla legge nei confronti dei responsabili, sollecitando la Regione a revocare le autorizzazioni concesse.

Oggi l'amministrazione comunale vanta una presenza diretta all'interno del Consiglio di Amministrazione dell'ASI, proprio noi segnaliamo da tempo che il territorio comunale, e in particolare la zona industriale che ricade nell'area ASI, è ormai saturo per la presenza di impianti pericolosi e rischiosi, non limitati al solo stoccaggio di rifiuti.

Ieri, per fortuna, il tempestivo intervento notturno dei Vigili del Fuoco, ai quali va il nostro sentito ringraziamento, ha permesso di domare le fiamme.

Ci chiediamo, tuttavia, cosa sarebbe successo se l'incendio — magari perché divampato a notte inoltrata — si fosse propagato verso la zona della centrale, dove è ancora attivo il progetto per la realizzazione di un impianto BESS: un'installazione che, in caso di rogo, diventerebbe una vera e propria bomba ambientale. Senza trascurare, ovviamente, il rischio d'incendio per la medesima centrale termoelettrica a turbogas.

Su questo punto esigiamo chiarezza: che fine ha fatto il ricorso del Comune avverso l’impiato BESS? A chi è stato affidato l'incarico di proporre impugnativa al TAR e con quali criteri?

Il Comune, che ha ottenuto un posto nel CdA dell’ASI grazie ad accordi (trasversali?) con il PD di Stefano Graziano, intende sollevare la problematica anche in sede consortile o è bastato solo ottenere la poltrona senza che sia possibile proporre istanze per Sparanise?

Da Basta Impianti a Basta una sola poltrona, il passo verbale è breve, ma è solo un'assonanza e noi non abbiamo mai creduto che al Comune di Sparanise vi fosse una reale volontà politica di lottare contro gli impianti presenti sul territorio comunale. I fatti si stanno incaricando, purtroppo, di darci ragione.


Una domanda va posta anche a Stefano Graziano, in vista delle prossime elezioni, considerato che come elettori siamo sempre stati vicini all’area di centrosinistra e al PD.

Con la stessa celerità con cui ha patrocinato la formazione del CdA dell’ASI — che finalmente vede anche un esponente sparanisano — intende presentare un’interrogazione parlamentare per far luce sulle cause dell’incendio dell'altra notte, allargando il raggio dell'azione politica, oltre che alla composizione dei CDA, anche alla grave saturazione di impianti pericolosi che affligge l'intero Agro Caleno?

Di questa richiesta, per il territorio e senza altri fini, ne chiederemo conto anche in occasione delle elezioni del prossimo anno.