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Cosa resterà della campagna elettorale. Piccolo:"voterò per ..."

22-02-2013 - Cronaca
Mancano ormai poche ore alla conclusione della campagna elettorale. Non è stata una campagna elettorale entusiasmante, ma a questo eravamo già abituati. La legge elettorale in vigore , omettendo di dare la possibilità di scegliere l´eletto, aveva già palesato dall´origine come caratteristica negativa principale la mancanza di coinvolgimento diretto dell´elettore. Tutti i partiti si sono affidati, per veicolare il proprio messaggio elettorale, alla televisione. A tutte le ore, anche mentre scriviamo, basta girare canale ed è possibile verificare che qualcuno, tra i leader di partito, sta parlando in uno studio televisivo di una trasmissione giornalistica piuttosto che nella tradizionale tribuna politica. Uno solo partito, o movimento che dir si voglia, non compare in televisione per precisa scelta strategica: il movimento 5 stelle del comico genovese Beppe Grillo. Un grande maestro di politica insegnava tempo addietro a noi giovani appassionati che anche una modesta emittente televisiva di provincia garantiva la possibilità di parlare ad un pubblico maggiore di una qualsiasi piazza. Una trasmissione televisiva anche in seconda serata in una rete nazionale garantisce un pubblico, per altro qualificato, di qualche milione di persone. Un grande comizio in una piazza gremita di una qualsiasi città d´Italia garantisce, in caso di successo, al massimo 30.000 persone. Il comico genovese evidentemente non è di questo avviso ed in controtendenza ha effettuato una campagna elettorale di tipo tradizionale. Comizi di piazza in tutto lo stivale , e molto volontariato e volantinaggio da parte di attivisti, zero presenza in televisione e molta visibilità sui nuovi media, da internet ai social network. Una previsione si può già azzardare. Comunque vadano queste elezioni saranno ricordate proprio per il successo ormai non più inaspettato del movimento 5 stelle. Si tratta solo di verificare l´entità dell´affermazione , ma che ci sarà un grande risultato elettorale con diversi milioni di voti è certo. Tutte le contraddizioni politiche legate al movimento 5 stelle crediamo saranno oggetto di analisi subito dopo il voto. Al momento il grosso problema appare essere rappresentato da una semplice considerazione. Grillo che da voce , in piazza e sui media, al movimento non è candidato direttamente e nessuno conosce il nome di un solo candidato della sua lista. Cosa faranno i grillini dopo aver varcato la soglia del palazzo resta la vera incognita. Seguiranno il guru in tutto e per tutto oppure si faranno tentare dalle sirene del potere soprattutto in uno scenario di risultato elettorale poco chiaro?

Sul fronte elettorale la vera partita, dato per scontato che Grillo non sembra possa davvero vincere, arrivando primo al Senato ed alla Camera, si è sostanzialmente ridotta al solito classico scontro tra il centro sinistra ed il centrodestra. Semplificando ulteriormente tra Bersani e Berlusconi. Anzi proprio il consenso robusto che otterrà Grillo, ridurrà ancora di più il consenso necessario per vincere le elezioni. Sino ad oggi, nelle tre elezioni svoltesi con la legge elettorale attuale , chi ha vinto si è sempre avvicinato al 40% dei voti. Parliamo almeno del risultato alla Camera dei Deputati. Perché al Senato, nessuna delle coalizioni in passato ha mai potuto vantare un successo pieno in tutte le regioni, risultato necessario per conseguire un robusto premio di maggioranza dal momento che il premio è assegnato su base regionale. Anche questa volta chi vince alla Camera dei Deputati, avrà formalmente il diritto di rivendicare la vittoria elettorale e provare a formare il governo, anche in presenza di una maggioranza al Senato poco evidente. D´altra parte il nostro resta sempre un sistema parlamentare e la maggioranza può e deve formarsi in parlamento in mancanza di una netta affermazione elettorale.

Tornando alla partita elettorale PD-PDL ci sembra che l´enorme vantaggio accumulato dallo schieramento di centrosinistra risulti incolmabile, ed alla fine il PD vincerà le elezioni. Almeno alla Camera, seppure siamo dell´opinione che lo stesso accada anche al Senato. Berlusconi per parte sua ha tenuto botta e di questa campagna elettorale resta l´immagine della trasmissione di Santoro su La7. Il vecchio cavaliere che va nella tana del lupo e lotta con coraggio e con vigore in un posto in cui tutto gli era ostile è stata una lezione per tutti quanti per professione o per passione sono nella condizione di dover convincere qualcuno , da una posizione di partenza di negatività. Ma, appunto è stata una lezione di utilizzo dei media, di comportamento e forse anche di uso della parola in pubblico, ma non è stata una lezione di politica. Sotto il profilo politico , infatti, sul fronte del PDL si è sentita sempre la solita storia. Il cavaliere ha effettuato precisi sondaggi ed ha compreso che alcuni aspetti risultato maggiormente convincenti rispetto ad altri. Così la campagna elettorale è stata incentrata sull´abolizione dell´IMU, sul ridimensionamento di Equitalia etc. Ha detto alla gente, all´elettore medio quello che l´elettore voleva sentirsi dire, poco importa che questi aspetti non rappresentano un programma elettorale , ma solo promesse più o meno realizzabili.

Un ultimo dato volevamo sottolineare come evidente in questa campagna elettorale, prima di passare ad esprimere il nostro orientamento elettorale a beneficio della consueta dozzina di utenti di questo sito.
Ci riferiamo alla definitiva scomparsa della politica di ispirazione democristiana. In questa competizione elettorale nessuno più si è fatto carico di rappresentare la tradizione politica dei cattolici. Non è credibile un partitino che si è chiuso, incredibilmente, nella conservazione di una piccola pattuglia di notabili preoccupati unicamente di conservare il proprio seggio in parlamento piuttosto che di garantire la successione in linea retta da padre in figlio o in linea collaterale verso generi e parenti di un posto in parlamento. Sarà un insuccesso meritato figlio della miopia di una classe dirigente nazionale e locale che non è stata in grado di rinnovarsi ed è caduta in vizi e difetti , come il nepotismo, che segneranno la definitiva scomparsa di una esperienza politica antica ed importante. E´ una morte annunciata che arriva dopo lunghi anni di agonia. Per celebrare il funerale è stato chiamato Monti. Un professore emerito (nel senso che per raggiunti limiti di età non insegna più) che si è presentato alle elezioni per la prima volta alla soglia dei 75 anni. Molte sono le similitudini con Mino Martinazzoli. Venne chiamato a dirigere un partito dai vari capicorrente solo quando la fine era ormai vicina e certa e serviva una sorta di nocchiero, un Caronte della politica, capace di traghettare le anime dall´altra parte dell´Acheronte. Naturalmente solo dietro pagamento dell´obolo (il riferimento è a Caronte). Abbiamo avuto modo di incontrare , qualche lustro fa, Mino Martinazzoli che a distanza di un decennio dalla fine della DC riferendosi a quella esperienza affermava che doveva andare così e che bisognava farsene una ragione seppure una ragione vera non c´era. Tra qualche anno Monti potrebbe dire le stesse cose. Martinazzoli dopo la fine della DC, di cui fu l´ultimo segretario, non fu più eletto in parlamento , e fini la propria carriera politica facendo il consigliere regionale.
Quando nel 2011 morì non ricopriva alcuna carica pubblica. Monti invece è stato nominato senatore a vita ed appunto resterà tale per tutta la vita. Questione di obolo.
A questo punto bisogna prendere atto che non esiste più lo spazio politico per un partito di sola ispirazione cattolica, perchè è tramontata la necessita storica di trasformare in azione di governo elementi di etica e morale che trovano origine nella dottrina sociale della Chiesa. Seppure lo spirito e le ragioni di quella esperienza politica resteranno nell´animo di ciascuno di noi che in quelle idee ed in quei valori abbiamo creduto e continueremo a credere in una dimensione privata e non più pubblica.

Partendo da questa considerazione abbiamo deciso, e lo rendiamo pubblico, di dare il nostro voto al PD.
Abbiamo maturato la nostra decisione dopo aver valutato i programmi ed i candidati. Nelle liste del PD ci sono amici che meritano stima e sostegno ed il programma elettorale , pare essere convincente. Pesa anche la considerazione che il PD sembra essere l´unico partito autenticamente democratico. Dove si scelgono i candidati, i segretari di partito locali e nazionali. Dopo le elezioni valuteremo i termini e le modalità di un nostro impegno diretto in questo partito.


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