26 Settembre 2020
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31 luglio 2013. A Macondo, a Sparanise e in ogni luogo

31-07-2013 11:16 - Cronaca
Il 31 luglio 2013 sarà ricordato per gli sparanisani non solo come una torrida giornata d´estate. Una delle solite giornate estive sparanisane. L´acqua dai rubinetti al solito scarseggia in questo periodo ed in alcune zone manca del tutto.
Le serate paesane sono monotone perché alcun tipo di manifestazione o evento è stato non solo previsto, ma neppure concepito, con l´eccezione di qualche lodevole iniziativa intrapresa dalla proloco o dai cicloamatori, ovviamente senza il contributo dell´amministrazione comunale.

Il 31 luglio 2013 è anche il primo anno, nella storia di Sparanise, che l´ente non ha ancora un bilancio approvato dal consiglio comunale. Un record negativo, tra i tanti, collezionato dall´amministrazione comunale. Per carità, è corretto anche ricordare che il legislatore ha disposto una proroga per l´approvazione del bilancio comunale.
Tuttavia occorre anche ricordare che la proroga, a livello nazionale, si è resa necessaria perché nel mese di giugno diversi comuni anche importanti hanno rinnovato il sindaco ed il consiglio comunale e questo comportava la necessità di un differimento proprio per consentire alle nuove amministrazioni, insediatesi dopo il voto, di redigere ed approvare il documento economico. L´aver prorogato il termine ultimo non significa aver obbligato gli amministratori a redigere l´atto l´ultimo giorno, anzi i comuni bene amministrati che non sono stati interessati dalle elezioni hanno approvato il bilancio preventivo da tempo. Il bilancio è l´atto fondamentale per il Comune e serve a stabilire le entrate e le spese, avviandoci ormai alla fine dell´anno, occorre pure domandarsi cosa serve approvarlo a settembre quando ormai buona parte dell´anno è passato e le spese sono state sostenute con regime dei dodicesimi.
Il regime di spese in dodicesimi si applica per i comuni, poco virtuosi e svogliati, che non avendo approvato il bilancio possono spendere le stesse somme previste in bilancio per l´anno precedente dividendo per dodici il relativo capitolo e moltiplicandolo per il mese in corso.
Naturalmente quando poi sarà pronto il bilancio si dovrà tenere conto delle spese in dodicesimi già effettuate obbligatoriamente senza poter fronteggiare spese impreviste avendo già speso le relative risorse. Chiaramente in questo modo alcuna programmazione risulta possibile e le spese , anche quelle ordinarie, sono molto difficili.
Questo accade a Sparanise il 31 luglio 2013, ma con enorme sorpresa in numerose abitazioni, non tutte, tra ieri e oggi stanno arrivando delle graziose letterine spedite dall´ufficio tributi con le quali si intima ai cittadini di pagare entro oggi, appunto 31 luglio, pesanti somme a titolo di Tares in acconto rispetto ad una seconda rata di settembre ed a una ulteriore rata di novembre. Tutto questo perviene con un solo giorno di preavviso, ed in molti casi le letterine neppure sono arrivate e senza neppure che il bilancio, dove la tassa dovrebbe essere prevista per stabilire la destinazione delle relative entrate, è stato neppure redatto. E´ lecita questa procedura? Tutti i pagamenti tributari per poter essere validamente richiesti necessitano di un termine che deve essere congruo . Il principio cardine dell´ordinamento giuridico serve a consentire al contribuente di verificare la legittimità della pretesa tributaria ed a preparare il relativo importo. Non è certamente consentito intimare ad un cittadino di pagare ad horas una somma a titolo di tasse. Noi però siamo a Sparanise, dove esistono menti eccelse e brillanti sino ad arrivare a qualche arco di scienza talmente ricurvo nella perfezione della scienza da potere immaginare ogni cosa ed allora a noi proprio per sottolineare il valore della cultura e della preparazione anche accademica per commentare la singolare vicenda è sembrato giusto riportare un felice e riuscito commento redatto dal nostro compaesano Prof. Gianni Cerchia, che abbiamo molto apprezzato e siamo certi apprezzeranno anche la nostra consueta dozzina di utenti.


A Macondo, a Sparanise e in ogni luogo

A Macondo, pochi anni dopo la scomparsa dei Buendia, s´iniziava a pagare un nuovo balzello: la Tares.

Non che fosse colpa degli amministratori di Macondo: che si dovesse pagare era stato deciso da Sua Eccellenza il Governatore. A essere inaspettate, invece, erano di certo le modalità con le quali si dava applicazione a quella decisione. Il 30 luglio del 2013, infatti, tutti i cittadini di Macondo erano raggiunti da alcuni gioviali bollettini di pagamento .

Tanto per rallegrare ulteriormente il clima, la prima rata (40% della quota della vecchia Tarsu) era in scadenza per il giorno successivo; la seconda (altro 40%) per il 30 settembre. La terza (presumibilmente con scadenza al 30 novembre 2013) «dovrà essere versata» (avvisava nella lettera di accompagnamento la solerte funzionaria, responsabile del servizio) «mediante modello F24, unitamente alla maggiorazione di € 0,30 a mq riservata allo Stato, e sarà calcolata sulla base di [imprecisate] tariffe Tares da applicare per il 2013 approvate dal Comune nei termini fissati dalla legge, scomputando gli importi versati in acconto».

Gran parte della sorpresa nasceva dal fatto che si era appena finito di pagare la Tarsu per il 2012. Invece, d´un colpo, la giostra dei pagamenti riprendeva, spazzando via la noia che già stava stringendo i cittadini alla gola, disabituati a non avere scadenze tanto stringenti. Fu così che molti dovettero rivolgersi a un commercialista, anche solo per comprendere cosa e come pagare la terza rata.

E meno male che queste cose accadono solo a Macondo e al salumiere del mio amico Nicola Ucciero.


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