25 Ottobre 2020
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È morto Carlo Mario Martini, il dottore del dialogo.

02-09-2012 07:46 - Cronaca
E´ venuto a mancare Carlo Maria Martini, già arcivescovo di Milano, cardinale della chiesa cattolica.
Grande è il lutto in tutto il mondo cattolico per quello che il cardinale Martini ha saputo rappresentare nell´ambito del pensiero cristiano degli ultimi decenni. Di eccezionale cultura, non a caso apparteneva alla Compagnia di Gesù, Martini è stato forse uno degli ultimi professori della chiesa.

Sotto il profilo della cultura e della preparazione teoretica, oltre che teologica, Martini era di livello almeno pari a quello raggiunto dal cardinale Ratzinger, l´attuale Papa Benedetto XVI. Divenuto cardinale per volontà di Giovanni Paolo II, già alla fine del 1978, vale a dire dopo pochi mesi dall´elezione del pontefice polacco, Martini ebbe la nomina ad arcivescovo di Milano. Dalla diocesi di Milano numerosi cardinali sono divenuti pontefici, l´ultimo era stato proprio Papa Paolo VI, al secolo Giovan Battista Montini fondatore e padre spirituale della democrazia cristiana dei vari Moro, Andreotti, Fanfani e La Pira.

Alla morte di Giovanni Paolo II, conseguentemente, il nome di Martini divenne subito papabile, ma l´arcivescovo di Milano, già settantottenne, era malato del morbo di Parkinson e chiese che i voti dei cardinali chiusi in conclave nella cappella sistina e che pure avevano votato per lui fossero dirottati su un altro cardinale. Martini non divenne Papa, seppure la scelta cadde comunque su un altro professore della chiesa , il tedesco Joseph Ratzinger. Si è detto che i due rappresentassero due diverse visioni della chiesa cattolica : moderato e liberale Martini, conservatore Ratzinger. Non è così, l´attuale Papa è un preparatissimo studioso delle sacre scritture e della teologia. Leggendo le opere di Ratzinger traspare più che una conservazione o una difesa dell´ortodossia, una preparazione scientifica di altissimo profilo. La ricerca storica della figura del cristo, con l´affermazione della provenienza da una setta (gli esseni) ebraica, l´esegesi delle scritture di Ratzinger sono figlie di una grande cultura che è diretta conseguenza dell´approccio scientifico di impronta germanica. Non è un caso che i principali studiosi di esegesi di fonti antiche sono di lingua tedesca, così come anche gli ultimi grandi filosofi. Martini, invece era un gesuita. La differenza forse è tutta qui. Quando ha approfondito scientificamente gli studi biblici, è partito dall´approccio tipico degli studiosi della Compagnia di Gesù : rigore intellettuale e grande preparazione. Il successore di Ambrogio seppure di partenza gesuita e quindi in teoria rigoroso seguace dell´ortodossia cattolica è infine arrivato ad essere portatore, all´interno della chiesa, di idee nuove ed innovatrici. Cambiare o modificare una posizione intellettuale di partenza, in un percorso di studio e meditazione è tratto caratteristico delle grandi personalità.

Il celibato dei sacerdoti, il nuovo matrimonio per i divorziati, la contraccezione erano temi che il cardinale Martini trattava in maniera diversa rispetto all´orientamento maggioritario della chiesa, senza mai assumere posizioni marcatamente particolari o apertamente ostili al comune sentire. Per questo aveva fatto breccia in tanti cattolici che ritengono prioritario un rinnovamento nella chiesa. Non si trattava di idee propriamente originali, sono decenni che la chiesa discute di questi argomenti, ed anche Albino Luciani poi divenuto Papa Giovanni Paolo I aveva iniziato, da patriarca di Venezia, a mettere in discussione quelli che da secoli sembrano essere punti fermi per la chiesa. Un´istituzione che dura da circa 2012 anni e che ha visto dopo Pietro ben 265 successori. Martini non divenne Papa e passò gli ultimi anni nella preghiera e nella meditazione a Gerusalemme. Città dove tuttò ebbe inizio, proprio come a concludere un viaggio ed un percorso che è di vita e di studio. La malattia che lo affliggeva da circa 17 anni ha invece voluto che il viaggio terreno si interrompesse senza che le ultime meditazioni avessero compimento. Autorevole studioso Martini era anche un grande comunicatore capace di tenere una rubrica quotidiana con uno dei principali quotidiani italiani. Sembra che ormai ammalato e non più in grado di parlare per le conseguenze del morbo di Parkinson, abbia voluto vedere l´indice della sua opera omnia. Scritti scientifici sull´esegesi delle sacre scritture e non solo.

Con la morte di Carlo Maria Martini la chiesa perde un altro grande personaggio capace di dialogare con tutti, anche di diversa fede religiosa, come sapeva fare Giovanni Paolo II. Di quella generazione ormai resta in vita solo Benedetto XVI, il papa dotto e sapiente. Il vero cammino di rinnovamento della chiesa cattolica probabilmente consiste proprio nel fare emergere i successori di questi uomini che con le loro azioni hanno portato, in tempi brevi, la chiesa a ritrovare autorevolezza e peso in un mondo evoluto e globalizzato e che pareva volesse ripudiare la religione come principale risoluzione del problema ( o del mistero come si usa dire in gergo teologico) della vita (rectius della morte). Proprio in uno scritto nella rubrica quotidiana che Martini aveva curato per diversi anni per il Corriere della Sera di risposta alla corrispondenza dei lettori si può trovare il senso preciso di quanto sin qui scritto. Un lettore che si professava ateo aveva scritto al cardinale, attraverso il giornale, che nessuna scrittura o alcuna teologia e neppure le parole del cardinale avrebbero mai scalfito il dogmatico ateismo che lo pervadeva. Dio non esiste concludeva il lettore: " e basta". Il cardinale nel pubblicare la lettera replicò che in fondo il lettore e chi lo rispondeva non erano poi tanto diversi. Entrambi avevano affrontato il problema di Dio, della creazione e della vita. Il lettore, seppur volenteroso, ancora non lo aveva risolto definitivamente.


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